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Kairos
UNA RIVISTA PER PENSARE, AIUTARE E A CRESCERE E VIVERE
Il mensile Kairòs nasce con lo spirito di essere un organo di
approfondimento sui fatti di casa nostra, attento ai valori e
agli interessi dei cattolici: famiglia, vita, scuola libera,
educazione, ecc. La fede non è un fatto privato che possa o
debba tenersi nascosto nell’intimo del proprio cuoricino. La
fede è logos, intelligenza e giudizio sulla realtà che ci
circonda e sulla realtà che siamo. Perciò, questa Rivista vuole
essere presenza critica nella realtà crotonese. Non un «pacioso»
settimanale
parrocchiale, ma una rivista di impegno civico di
rilievo, capace di affrontare questioni emergenti; e ciò pur
rimanendo una testata che diffonde informazione e cultura
religiosa, attenta al lato umano e spirituale dell’esistenza.
Abbiamo scelto questa taglio per due ragioni di fondo. Anzitutto
l’esigenza di meglio collocarci nel mondo della comunicazione,
superando l’immagine di rivista clericale adatta per tutte le
stagioni.
Un altro fattore che ci spinge a interessarci maggiormente delle
questioni sociali e politiche emergenti è l’attuale debolezza
del cattolicesimo politico. Il fatto che esso è ormai ridotto a
una minoranza con poca risonanza pubblica. La Rivista nasce
quindi con l’intento di occupare uno spazio lasciato vuoto dalla
politica «cattolica», dando voce ad istanze inascoltate,
richiamando i politici ad una soluzione dei problemi che
rifletta anche una visione solidale della realtà. Qui
l’aggettivo “cattolico” non deve indurre a interpretazioni di
parte o “partitiche”: come invece dice l’etimo della parola kat’olon,
si tratta di uno sguardo “universale”, cioè quanto più
obbiettivo, perché orientato all’umano dell’uomo che la
rivelazione cristiana, accolta nella fede cattolica, permette di
riconoscere, di rispettare e di esaltare. Così, l’interesse
particolare del cattolico è l’umano di tutti, cioè il bene che
ci accomuna, il bene comune. Il cattolicesimo è radicalmente
comunitario e profondamente radicato nel sociale.
Crediamo che il taglio socialmente aperto della Rivista sia
fondamentale, nel senso che Kairòs vuole rappresentare la punta
comunicativa di quel cattolicesimo di impegno sociale e
culturale che è una delle più belle realtà della tradizione
cattolica italiana. Due sono pertanto i riferimenti immediati da
cui nasce il progetto di questa Rivista: la prima Lettera
pastorale del nostro Arcivescovo, S.E. Mons. Graziani, sulla
comunicazione - “Comunichiamo celebrando il memoriale di Cristo”
e il progetto culturale della Chiesa italiana che da anni è
impegnato sui campi della cultura, dell’intelligenza e della
libertà, per aiutare la conversione pastorale delle comunità
cristiane e rendere i cristiani adulti e maturi nella fede,
capaci di assumersi le dovute responsabilità sociali nella
propria vita quotidiana e nella propria storia personale e
comunitaria. La mission della Rivista coincide allora con quanto
l’Arcivescovo auspica: rigenerare comunità cristiane nuove,
capaci di un annuncio del Vangelo più incisivo, testimoniale,
incarnato, capace di penetrare nel profondo delle mentalità, dei
valori condivisi, per rigenerare l’ethos della gente,
contribuendo alla realizzazione di un futuro più degno
dell’uomo, maggiormente rispettoso dell’umano e così dare
speranza oggi. Si comprende perché la Rivista si inscrive nel
più generale impegno di evangelizzazione del Pastore che si fa
cura della crescita della “pietà” e della “devozione” dei
cristiani, ma nella maturazione di una “fede adulta” che non
dimentichi di abitare con creatività i luoghi propri nei quali
l’umano dell’uomo splende nella sua bellezza o viene deturpato
fino al disprezzo: così la Chiesa abita legittimamente i luoghi
del sociale e in essi offre il proprio contributo di sapienza e
di umanità. D’altronde la Chiesa – secondo una bella espressione
di Paolo VI -, è “maestra in umanità” e pertanto vuole
comunicare, entrare in dialogo, animare criticamente lo sviluppo
dell’umano, fino a giungere alla forma più alta della
comunicazione che è l’amore.
In un tempo di grandi silenzi e allineamenti (che coinvolgono
anche il mondo cattolico), c’è una forza d’animo in questo
taglio editoriale, che avrà i suoi costi sociali ma che sarà
certamente foriera di una presenza sociale e culturale più
partecipe e riflessiva.
La Rivista raggiungerà il suo scopo se potrà diventare, con la
partecipazione di ognuno, un servizio intelligente al
discernimento del bene di tutti, della fiducia sociale per
convivere insieme nella pace e nel rispetto della dignità della
persona umana, dell’ambiente da salvaguardare per sopravvivere
nel nostro pianeta, delle relazioni sociali nelle quali in
maniera speciale si gioca il futuro dello sviluppo del nostro
territorio.
+S.E. Mons Antonio Staglianò
Vescovo eletto di Noto

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