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Le origini del cristianesimo nel Crotonese vanno certamente collegate al passaggio di S. Paolo dalla Calabria, non tanto perché Paolo sia passato per Crotone, quanto perché quel viaggio non è altro che un’eco dei frequenti e fecondi scambi culturali, commerciali e umani esistenti, da tempi remoti, tra Grecia e Calabria. A ricordo di questi scambi ed incontri, la tradizione vuole che predicatore del Vangelo a Crotone e primo Vescovo della città sia stato proprio un ateniese e un discepolo di Paolo, Dionigi l’Areopagita.

 


È il segno che il Vangelo nelle terre del crotonese giunge attraverso questo tipo di contatti, favoriti dalla posizione naturale e dalla grande tradizione culturale di Crotone.
Durante il V secolo compaiono i primi nomi di vescovi, storicamente documentabili: Maiorico nel 494, Flaviano nel 537 e soprattutto Iordanes, che Papa Vigilio, nel 551 nomina accanto a se a Costantinopoli, nella sofferta questione dei “Tre Capitoli”. Iordanes si schiera coraggiosamente con il papato, contro le pretese cesaropapiste del potente Giustiniano.

 


Questo vescovo proviene dagli splendori del Vivarium di Cassiodoro ed è durante questa permanenza che compone due opere storiche: la “Romana” e la “Gotica”, pregevoli per la forza di sintesi. La diocesi di Crotone viene nominata più volte nell’interessantissimo Epistolario di Gregorio Magno: nel 592 il Papa era intervenuto perché i cristiani di Crotone, con l’aiuto di Giovanni, Vescovo di Squillace, scegliessero dal loro seno un uomo saggio, come vescovo della loro Chiesa..... >>Continua